Cinema

Believer 2: la brutalità incessante mette in ombra un antagonista mal riuscito

Martin Cid
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La scena d’apertura di Believer 2 è un’esecuzione brutale, mostrata senza sconti: la testa di un uomo viene recisa con precisione chirurgica, mentre la macchina da presa indugia sul sangue. Non è una semplice ricerca dell’effetto shock: è la dichiarazione d’intenti del regista Baek Jong-yeol (Baek Jong-yeol), che con questo sequel rilancia e porta all’eccesso la componente viscerale del film precedente. Fin dai primi fotogrammi è chiaro che Believer 2 vuole essere un viaggio più cupo e sfrenato dell’originale, sostituendo l’ambiguità morale con un nichilismo senza riserve.

Il film di Baek Jong-yeol è un inseguimento senza tregua, che riprende da dove si era interrotto Believer. Il detective 조진웅 (Cho Jin-woong), alias 원호 (Won-ho), dà ancora la caccia ai resti del più grande cartello della droga asiatico, ora guidato dall’enigmatico «Rak» (Rak), dopo l’incarcerazione di 브라이언 리 (Brian Lee), interpretato da Cha Seung-won (Cha Seung-won). I punti di forza del film sono il ritmo serrato e la sfacciata audacia delle scene d’azione. In una sequenza particolarmente riuscita, 원호 si infiltra in una fabbrica di droga e la tensione cresce a ogni pugno e colpo di pistola, coreografati con meticolosa precisione. 조진웅 offre un’interpretazione intensa e convinta: il suo 원호 è un investigatore tenace, la cui ossessione sfiora la follia. La sua prova ha un’intensità viscerale che fa da ancora al film, anche quando tutto precipita nel caos.

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Tuttavia, nel tentativo di superare il villain del film originale, Believer 2 inciampa. Big Knife, il personaggio interpretato da Han Hyo-joo (Han Hyo-joo), oscilla vistosamente tra l’intrigante e il ridicolo. Come ha osservato James Marsh sul South China Morning Post, la sua recitazione impassibile e l’aspetto grottesco — pelle rovinata, denti ancora peggio e occhiali spessi — finiscono spesso per sconfinare nella parodia. La violenza eccessiva, efficace a tratti, diventa estenuante quando si ripete. Decapitazioni e torture si accumulano, smorzando l’impatto invece di rafforzarlo. È un film che sembra convinto che di più sia sempre meglio, anche quando l’eccesso comincia a somigliare a un’autoparodia.

Il cast di supporto è disomogeneo. 서승훈 (Oh Seung-hoon), nei panni di Seo Young-rak (Seo Young-rak), dà al film una gravità gradita, ma l’arco del suo personaggio sembra tagliato corto. 이주영 (Lee Joo-young) e Kim Dong-young (Kim Dong-young), nei ruoli di 망코 (Manko) e Rona (Rona), i cuochi sordomuti del cartello, regalano momenti di quieta intensità, anche se i loro personaggi restano in definitiva poco sviluppati. Il ritorno di Cha Seung-won nei panni di 브라이언 리 è uno dei momenti migliori: la sua presenza aggiunge un livello di complessità alle gerarchie del cartello. Eppure, anche il suo personaggio finisce in secondo piano, sacrificato in favore della più sensazionalistica Big Knife.

È nella narrazione che Believer 2 mostra le sue debolezze più evidenti. La trama, ricca di colpi di scena, appare spesso intricata per il gusto di esserlo, con rivelazioni che aggiungono poco al nucleo emotivo della storia. Ready Steady Cut ne ha elogiato i livelli e i ribaltamenti, pur riconoscendo la gratuità della violenza. Il tentativo di fondere il thriller criminale con elementi d’azione e horror produce bruschi sbalzi di tono, che rendono difficile per il pubblico lasciarsi coinvolgere. Non mancano momenti di autentica tensione e curiosità, ma restano sepolti sotto una valanga di eccessi stilistici.

Sul piano tematico, Believer 2 affronta l’ossessione e il potere corruttore del potere stesso. La caccia ostinata di 원호 a Rak rispecchia la ricerca del dominio, altrettanto esclusiva, portata avanti dal cartello. Il film suggerisce che entrambe le parti siano moralmente compromesse nella stessa misura, un concetto ribadito dal finale cupo e ambiguo. Questa profondità tematica, però, finisce spesso in ombra, soffocata dal ricorso agli espedienti shock.

Dal punto di vista visivo, Believer 2 è una festa per gli occhi: Baek Jong-yeol combina realismo crudo e violenza stilizzata. Le sequenze d’azione sono costruite con grande cura, con particolare attenzione agli scontri ravvicinati, che risultano viscerali e immediati. Tuttavia, l’uso insistito di montaggio frenetico e camera a mano durante queste scene può talvolta rendere difficile seguire l’azione.

Per genere, Believer 2 è senza dubbio un film d’azione e criminalità coreano. Non nasconde le proprie influenze: dalle strade di Seul illuminate al neon alle coreografie di combattimento brutali e senza esclusione di colpi. La violenza eccessiva e la trama intricata, però, potrebbero allontanare gli spettatori occasionali. È un film per gli appassionati più accaniti del genere, per chi apprezza l’energia cruda e senza filtri del cinema d’azione coreano.

In definitiva, Believer 2 sacrifica la sostanza in nome dello stile. È un viaggio brutale e senza tregua, che non concede un attimo di respiro, ma alla fine lascia il pubblico esausto più che soddisfatto.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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