Arte

MIT List Visual Arts Center presenta “List Projects 33: Every Ocean Hughes”

La mostra di Every Ocean Hughes al MIT List Visual Arts Center
Lisbeth Thalberg

Il MIT List Visual Arts Center dedica una nuova tappa della serie List Projects all’artista e scrittrice Every Ocean Hughes (già Emily Roysdon). Allestita nella Galleria Bakalar, la presentazione si inserisce nel programma espositivo basato sulla ricerca del museo e concentra l’attenzione su un’unica opera di immagine in movimento in un momento cruciale della pratica dell’artista.

Fulcro della mostra è One Big Bag, un’installazione video che indaga il tema della cura, della parentela e dei rituali sociali che circondano la morte. L’opera segue una doula del fine vita — interpretata da Lindsay Rico con coreografia di Miguel Gutierrez — che disfa un kit portatile impiegato nell’accompagnamento delle persone morenti. Attraverso una performance misurata e un discorso diretto, la pièce mappa le dimensioni materiali, emotive e cerimoniali della cura alla fine della vita, evitando l’eufemismo e mettendo in primo piano forme di lutto sostenute dalla comunità.

L’installazione affronta la morte come realtà vissuta e sensoriale, non come astrazione. Tale impostazione rispecchia la pratica transdisciplinare di Hughes — tra performance, cinema, scrittura e pedagogia — in cui coreografia, linguaggio e oggetto s’intrecciano per proporre quadri pragmatici di memoria collettiva e di riflessione sul discorso di salute pubblica.

Le opere di Hughes sono state presentate al Whitney Museum of American Art, al Moderna Museet e a Studio Voltaire, oltre che alla Tate Modern, al Museum of Modern Art e alla Secession. Questi contesti istituzionali fanno da cornice alla presentazione di One Big Bag al MIT, collegando le storie museali della performance e dell’immagine in movimento con i dibattiti contemporanei sulla cura e sul rituale sociale.

A cura della capo curatrice Natalie Bell e dell’assistente curatoriale Zach Ngin, la mostra configura One Big Bag al contempo come opera e strumento pedagogico. La presentazione evidenzia come il lavoro sul fine vita possa articolarsi attraverso una forma rigorosa — performance contenuta, linguaggio preciso e un insieme di oggetti scelti con attenzione — all’interno di un formato espositivo conciso pensato per un’indagine mirata.

Luogo e date: Galleria Bakalar, MIT List Visual Arts Center, Cambridge (Massachusetts) — 18 settembre–14 dicembre 2025.

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