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A Round of Applause: un viaggio inquietante tra trauma e identità

Molly Se-kyung
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La macchina da presa indugia su un uomo che stringe un’arancia, le nocche che sbiancano mentre fissa il vuoto: è A Round of Applause, il surreale dramma psicologico di Berkun Oya, che si dipana come un sogno febbrile. Ambientata in Turchia e sviluppata nell’arco di decenni, la serie segue Mehmet (Fatih Artman), alle prese con l’angoscia esistenziale mentre cerca di orientarsi tra i suoi eccentrici familiari e le ferite emotive del passato.

La serie di Oya si discosta coraggiosamente dai modelli narrativi convenzionali. Il racconto procede senza seguire un ordine cronologico e salta dall’infanzia di Mehmet all’adolescenza, passando per gli anni da bambino fino all’età adulta, componendo un ritratto frammentato ma coinvolgente del trauma e dell’identità. Questa struttura lascia spazio a momenti di profonda introspezione, come quando il giovane Mehmet (interpretato da Kayra Orta) stringe la stessa arancia su cui il suo io adulto finirà per fissarsi. Questi motivi ricorrenti conferiscono alla narrazione una dimensione onirica e intensa, facendo sembrare A Round of Applause più un poema visivo che un dramma tradizionale.

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Il punto di forza della serie è la componente visiva. Oya alterna immagini surreali e un realismo spoglio, dando vita a un’atmosfera straniante e al tempo stesso magnetica. L’uso del colore colpisce in modo particolare: l’arancia funge da riferimento simbolico e tiene insieme le diverse epoche. Questo linguaggio visivo distingue A Round of Applause dagli altri drammi psicologici e la rende un titolo di spicco nel suo genere.

La struttura non lineare, per quanto visivamente stimolante, finisce spesso per disorientare lo spettatore. La trama sembra svilupparsi più negli spazi lasciati tra le idee che lungo un filo narrativo concreto, e in alcuni momenti dà l’impressione di procedere senza una direzione precisa. Per esempio, il passaggio dall’infanzia all’età adulta di Mehmet è brusco e privo di quei passaggi emotivi che avrebbero reso la svolta convincente, anziché repentina.

Le interpretazioni sono altalenanti. Aslihan Gurbuz brilla nei panni di Zeynep, la compagna di Mehmet, e restituisce con sensibilità e profondità le complessità della loro relazione. Il modo in cui rappresenta le difficoltà e la crescita personale di Zeynep è uno dei momenti migliori della serie e offre un saldo punto d’appoggio emotivo nel mezzo del caos surreale.

La prova di Artman nel ruolo di Mehmet, invece, è discontinua. La sua interpretazione oscilla tra introspezione e imprevedibilità, rispecchiando le incoerenze di tono della serie. A tratti, la sua performance sembra ridursi a una raccolta di manierismi, senza riuscire a dare vita a un personaggio pienamente compiuto; ne risente l’impatto emotivo del percorso di Mehmet. Il cast di supporto offre prove solide, ma non abbastanza incisive da elevare il materiale oltre la sua veste surreale.

Cihat Süvarioğlu, nel ruolo di Metin, e Serra Arıtürk, in quello di Ahu, offrono interpretazioni convincenti, ma i loro personaggi finiscono spesso per sembrare un rumore di fondo nella crisi esistenziale di Mehmet. Fa eccezione Nur Sürer, che dà alla madre di Mehmet un’intensità trattenuta e regala alla serie alcuni dei suoi momenti più toccanti.

La serie esplora il trauma, l’identità e la ricerca di un senso nella vita. La regia di Oya è ambiziosa: intreccia profondità psicologica e immagini surreali per offrire un’esperienza di visione originale. La realizzazione, però, è discontinua e alcuni episodi risultano più coerenti di altri. I problemi di ritmo e i cambi di tono possono rendere difficile lasciarsi assorbire del tutto dalla storia.

A Round of Applause è consigliata soprattutto a chi apprezza i drammi surreali e introspettivi ed è disposto a confrontarsi con una narrazione frammentata. Viene spontaneo accostarla ad altri drammi psicologici come The Leftovers o Twin Peaks, ma A Round of Applause si ritaglia uno spazio tutto suo grazie alla combinazione originale di elementi della cultura turca e temi esistenziali.

Forse non riuscirà a conquistare il pubblico più vasto, ma offre un’esperienza ricca e stimolante a chi è disposto a entrare in sintonia con il suo racconto surreale. La serie richiede pazienza e una visione attenta, ma l’inventiva visiva e la profondità emotiva la rendono meritevole. I difetti strutturali e le interpretazioni diseguali, tuttavia, le impediscono di diventare un’opera davvero imprescindibile.

In definitiva, A Round of Applause è una serie che richiede pazienza e attenzione. L’inventiva visiva e la profondità emotiva la rendono meritevole, ma i difetti strutturali e le interpretazioni diseguali le impediscono di diventare un’opera davvero imprescindibile.

Interpreti

Foto: The Movie Database (TMDB)

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