Documentari

La scommessa da 20 milioni di sterline di Gordon Ramsay: il cuore dell’impero tra le nuvole di Londra in “Being Gordon Ramsay”

Un viaggio esclusivo dietro le quinte del progetto più ambizioso dello chef: tra vulnerabilità, rischi finanziari e la conquista del cielo di Londra.
Anna Green

Being Gordon Ramsay svela la sfida definitiva della carriera del celebre chef: l’apertura simultanea di cinque ristoranti all’interno del 22 Bishopsgate, il grattacielo più alto della City di Londra. Con un investimento personale di 20 milioni di sterline, questa docuserie in sei episodi documenta una scommessa senza precedenti, dove ogni piano scalato rappresenta un passo verso il trionfo assoluto o il disastro finanziario. Oltre alle consuete fiammate in cucina, il documentario esplora la complessa psicologia di un’icona mondiale che mette in gioco la propria fortuna per dominare lo skyline londinese, rivelando le paure profonde e le motivazioni che alimentano un’ambizione instancabile. Questa produzione offre un accesso senza filtri al logorio emotivo e logistico di un’impresa che punta a ridefinire il concetto di alta cucina ad alta quota.

Il progetto trasforma le vette della torre da 62 piani in una vera metropoli del gusto. Al centro di questa espansione verticale c’è il Lucky Cat, situato al 60° piano, che si consacra come il ristorante più alto d’Europa. Caratterizzato da una cucina a vista e un sushi bar, il locale offre un’esperienza asiatica immersiva in un’atmosfera che richiama i club più esclusivi. Ad arricchire l’offerta troviamo il Lucky Cat Bar, con una selezione di rari whisky giapponesi disponibile fino a tarda notte, e il Bread Street Kitchen & Bar, pensato per una clientela internazionale con i suoi celebri tè pomeridiani e una proposta gastronomica accessibile. Non manca l’eccellenza della Gordon Ramsay Academy, una scuola di cucina d’élite a oltre 250 metri d’altezza, e il Restaurant Gordon Ramsay High, un esclusivo “chef’s table” da soli 12 posti che reinterpreta i classici del leggendario tre stelle di Chelsea.

Dietro l’armatura dello chef intransigente e vulcanico, la serie mostra un uomo segnato dalle proprie radici e da una sorprendente fragilità. Ramsay confessa come l’infanzia difficile e la costante paura di fallire siano ancora oggi la sua spinta principale. Quella che lui definisce “l’ago della paura” è l’ansia viscerale di perdere tutto ciò che ha costruito, un retaggio del suo passato nelle case popolari che agisce come un motore inarrestabile. La presenza della moglie Tana e dei loro sei figli offre un contrasto toccante alla frenesia dei cantieri, dipingendo il ritratto di un patriarca che vede nel suo impero non solo un successo economico, ma una protezione per la propria famiglia. Il documentario smonta il mito del genio autocratico per rivelare un uomo che combatte quotidianamente contro i fantasmi del passato attraverso un’esigenza di perfezione quasi maniacale.

Il riconoscimento dell’élite gastronomica non si è fatto attendere, confermando la riuscita di questo azzardo verticale. La Guida Michelin ha recentemente ribadito il primato di Ramsay: il ristorante storico di Chelsea mantiene le sue tre stelle per il venticinquesimo anno consecutivo, un traguardo che entra di diritto nella storia della ristorazione mondiale. Al contempo, la nuova sfida al 22 Bishopsgate ha già ottenuto la sua prima stella Michelin, validando una visione imprenditoriale che unisce l’architettura d’avanguardia alla precisione culinaria assoluta. Questi successi dimostrano che, nonostante l’enorme pressione, la capacità di Ramsay di mantenere standard d’eccellenza rimane intatta anche a centinaia di metri dal suolo.

Prodotta da Studio Ramsay Global, la serie cattura l’essenza di un uomo al culmine del successo che, paradossalmente, non smette mai di correre. Attraverso un racconto che spazia tra l’energia caotica dei cantieri d’alta quota e la meticolosa preparazione dei piatti nelle cucine di prova, emerge una verità fondamentale: per chi siede sul tetto del mondo, il rivale più temibile non è la concorrenza, ma la pressione interna di dover restare in cima. “Being Gordon Ramsay” non è solo il diario di un’apertura di lusso, ma una tesi sulla forza di volontà necessaria per costruire e proteggere un impero tra le nuvole, dimostrando che il vero prezzo dell’ambizione è la costante lotta contro la propria stessa natura.

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