Cinema

Ghostbusters: Frozen Empire: la nostalgia non basta a salvare questo pasticcio affrettato e sovraccarico

Veronica Loop
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La sequenza di apertura di Ghostbusters: Frozen Empire è un vero banchetto per gli occhi—una ripresa aerea di New York City di notte, l’insegna al neon del distaccamento dei pompieri che si accende mentre la colonna sonora iconica cresce d’intensità. È un momento che promette il brivido e la nostalgia dei film originali, ma il sequel inciampa presto sotto il peso delle sue stesse ambizioni.

Il seguito di Gil Kenan a Ghostbusters: Afterlife (2021) è un mix affollato di nuovi personaggi, vecchie glorie e un male antico che minaccia di precipitare il mondo in un’altra Era Glaciare. La storia riprende tre anni dopo gli eventi di Afterlife, con la famiglia Spengler—Callie (Carrie Coon), Gary (Paul Rudd), Trevor (Finn Wolfhard) e Phoebe (Mckenna Grace)—che si trasferiscono a New York City per aiutare Winston Zeddemore (Ernie Hudson) e Ray Stantz (Dan Aykroyd) a rianimare i Ghostbusters. Il cast è completato da newcomer come Kumail Nanjiani nel ruolo di Nadeem e Patton Oswalt in quello del dottor Hubert Wartzki, insieme ai veterani Ernie Hudson e Annie Potts.

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Ciò che funziona meglio in Frozen Empire sono i momenti che riprendono l’essenza della saga—la sua ironia e la complicità tra i personaggi. Carrie Coon porta una presenza equilibrata nel caos, mentre Paul Rudd offre alcune delle battute più divertenti del film. La chimica tra la nuova generazione di Ghostbusters e gli originali è palpabile, soprattutto nelle scene in cui si uniscono per affrontare minacce soprannaturali. Mckenna Grace brilla nei panni di Phoebe, incarnando una miscela di curiosità e coraggio che richiama lo spirito dei film originali.

Finn Wolfhard interpreta Trevor Spengler con grande equilibrio, bilanciando l’esperienza tecnica del padre Gary con l’entusiasmo giovanile di Phoebe. La dinamica tra questi tre membri della famiglia è uno degli asset più forti del film, offrendo momenti toccanti che danno solidità a una trama altrimenti frenetica.

L’umorismo del film è un altro punto forte. Il tempismo comico di Paul Rudd è impeccabile, e le sue interazioni con Dan Aykroyd nei panni di Ray Stantz sono un vero highlight. La sceneggiatura offre a entrambi gli attori ampio spazio per brillare, con battute argute e comicità fisica che si inseriscono perfettamente nella tradizione della saga.

Tuttavia, il maggiore punto debole del film è la sua narrazione sovraccarica. Kenan e lo sceneggiatore Jason Reitman cercano di includere troppi personaggi, sottotrame e richiami al passato, risultando in una storia confusa e frammentata. L’introduzione di un antico manufatto e la minaccia di un’era glaciale sembrano aggiunte forzate, più che un’evoluzione naturale rispetto a Afterlife. Il ritmo è irregolare, con momenti chiave affrettati o trascurati, lasciando poco spazio per una risonanza emotiva.

Gli effetti visivi del film sono un misto di successo e insuccesso. Alcuni disegni dei fantasmi e sequenze d’azione sono impressionanti—in particolare quella in cui la squadra affronta un Possessore fuggito—ma spesso gli effetti CGI appaiono troppo levigati e distaccati, privi del fascino ruvido degli originali. La colonna sonora di Dario Marianelli è funzionale ma dimenticabile, incapace di catturare le tematiche iconiche che hanno reso la saga memorabile.

Dal punto di vista tematico, Frozen Empire fatica a trovare il suo equilibrio. Toccando i dinamismi familiari e il passaggio del testimone tra generazioni, queste idee vengono sommerse da strati di caos soprannaturale. Il tentativo di fondere mitologia antica con la caccia ai fantasmi moderni risulta forzato, e le poste in gioco non sembrano mai alte come dovrebbero.

In confronto, Frozen Empire delude rispetto ai suoi predecessori. Anche se cattura alcuni degli elementi che hanno reso grandi i film originali, manca della coesione e del fascino che li rendevano classici. L’umorismo è altalenante, e le sequenze d’azione, pur essendo visivamente impressionanti, spesso appaiono sconnesse e prive di peso emotivo.

Il pubblico a cui il film sembra rivolgersi è quello dei fan storici della saga, ma anche loro potrebbero trovare Frozen Empire deludente. Cerca troppo di accontentare tutti—riempendosi di richiami al passato, nuovi personaggi e azione ad alto rischio—ma finisce per non soddisfare nessuno. Il risultato è un film che sembra più una lista di controllo per i fan che una storia coerente.

In conclusione, Ghostbusters: Frozen Empire ha i suoi momenti divertenti e nostalgici, ma alla fine delude a causa di una trama sovraccarica e mancanza di coerenza.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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