Cinema

A Soweto Love Story: una commedia romantica sentita, ma prevedibile

Alice Lange
Aggiungici su Google

La scena iniziale di A Soweto Love Story indugia su un cucchiaio di legno che cade rumorosamente sul pavimento di una cucina angusta. La macchina da presa arretra e svela Mamodibe Ramodibe nei panni di Dina, con gli occhi accesi dalla determinazione. «Non sto diventando più giovane», dichiara, e la sua voce taglia come un coltello il chiacchiericcio dei suoi tre figli. È l’evento che mette in moto la storia: la casa andrà al figlio che si sposerà per primo. L’opera prima di Rolie Nikiwe è una commedia romantica che non nasconde i propri sentimenti, ma anche una dichiarazione d’amore a Soweto: alle sue strade, alla sua gente e agli indissolubili legami familiari. I punti di forza del film sono l’autenticità e il cast, ma il ricorso a espedienti già visti gli impedisce di distinguersi davvero.

La premessa è semplice, persino prevedibile: tre fratelli, ciascuno con le proprie stranezze e complicazioni sentimentali, si lanciano in una corsa verso l’altare dopo l’ultimatum della madre. Lunga Shabalala interpreta Sandile, il maggiore responsabile, e tiene insieme il film con una prova che bilancia frustrazione e vulnerabilità. Il rapporto con Bongekile, interpretata da Duduzile Ngcobo e interesse amoroso di Sandile, è il cuore emotivo della storia. La loro intesa è evidente, soprattutto nelle conversazioni a tarda notte sui tetti, mentre lo skyline di Johannesburg risplende di luci al neon. La pacata intensità di Shabalala contrasta splendidamente con il fascino giocoso di Ngcobo: la loro storia d’amore appare così meritata, anche quando la trama si affida a equivoci familiari.

È con il cast di supporto che A Soweto Love Story dà il meglio di sé. Sparky Xulu, nei panni di Menzi, il fratello di mezzo birichino, ruba la scena ogni volta che compare. Che stia architettando un piano per sabotare i fratelli o corteggiando senza alcun pudore Kelz, la tagliente Didintle Khunou, Xulu sprigiona un’energia magnetica che risolleva persino i momenti meno riusciti del film. I suoi scambi di battute con Khunou sono tra i dialoghi più divertenti della sceneggiatura: i loro duelli verbali sono animati da un’intesa autentica.

Anche Ray Neo Buso si distingue nel ruolo di Sky, il fratello minore. Il personaggio avrebbe potuto facilmente ridursi a una semplice spalla comica, ma Buso gli dona una profondità emotiva sorprendente. La sua sottotrama coinvolge Monnye Kunupi nel ruolo di Bridgette, una donna che mette in discussione il suo stile di vita spensierato e aggiunge un ulteriore livello di complessità al modo in cui il film affronta le aspettative familiari e la crescita personale.

La regia di Nikiwe è sicura, ma discontinua. La regista ha un occhio attento per il racconto visivo e fa delle animate strade di Soweto uno sfondo vibrante, pieno di vita. La fotografia restituisce la consistenza del quartiere, dai vivaci mercati agli ambienti raccolti della casa di famiglia; il ritmo, però, risente di una certa mancanza di disciplina. Troppe scene si dilungano e le sottotrame che non trovano uno sbocco finiscono per frenare la storia.

La sceneggiatura è piacevole, ma fa eccessivo affidamento sui cliché della commedia romantica. La corsa verso l’altare è costellata di coincidenze forzate e mancate occasioni che sembrano più ostacoli di un videogioco che sviluppi naturali della vicenda. Il terzo atto, in particolare, inciampa sotto il peso di questi espedienti e indebolisce i passaggi emotivi che vorrebbe rendere incisivi.

È nei temi della famiglia, dell’amore e dell’identità culturale che A Soweto Love Story trova la propria forza. Nikiwe non evita di esplorare le complessità della vita di una famiglia nera in Sudafrica e alterna l’umorismo a momenti di autentica intensità emotiva. La riflessione sulla maternità, soprattutto attraverso il personaggio di Dina, arricchisce un film che avrebbe potuto essere una commedia romantica piuttosto lineare.

Il film trae beneficio anche da una rappresentazione autentica della vita a Soweto. Dalle vivaci scene di strada agli incontri intimi in famiglia, Nikiwe coglie l’essenza del quartiere con una cura per i dettagli che risulta al tempo stesso personale e universale. È proprio questa autenticità a dare risonanza a A Soweto Love Story, anche quando la trama perde slancio.

Nel confronto con le commedie romantiche più recenti, A Soweto Love Story regge il paragone, ma non apre nuove strade. Non ha l’arguzia di Past Lives né l’umorismo nero di The Killer, ma si ritaglia uno spazio proprio grazie a una narrazione sentita e a un’ambientazione vibrante. Il film probabilmente piacerà a chi apprezza le commedie romantiche con una sfumatura culturale, in particolare a chi cerca una maggiore rappresentazione sullo schermo.

In definitiva, A Soweto Love Story è un film affascinante, ma diseguale, nel panorama delle commedie romantiche. Riesce dove conta di più, nel cuore e nell’umorismo, ma inciampa quando si affida a meccanismi narrativi ormai logori.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.