“Toxic Town” è una serie Netflix con protagonista Jodie Whittaker. Nel cast figurano anche Robert Carlyle, Aimee Lou Wood, Rory Kinnear e Brendan Coyle.
“Toxic Town” ci immerge in un vero scandalo ambientale, con quattro episodi che ci portano a Northamptonshire (Inghilterra), nella piccola città di Corby, dove diversi bambini nascono con malformazioni a causa di scarichi industriali.
La serie, creata dal potente team di Jack Thorne e Amy Trigg, con Minkie Spiro alla regia, bilancia abilmente l’intrigo politico della prevaricazione aziendale con narrazioni profondamente personali e strazianti.
Trama
La storia si svolge dopo la chiusura dell’acciaieria di Corby, mentre l’area subisce un processo di riurbanizzazione. Quello che avrebbe dovuto essere un nuovo inizio per la comunità si trasforma in un incubo quando sostanze tossiche, tra cui polvere contaminata da cadmio, inquinano il terreno. Le conseguenze sono devastanti: le donne incinte della città iniziano a partorire bambini con differenze fisiche debilitanti.
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Gli attori
Jodie Whittaker interpreta Susan McIntyre, una madre il cui figlio nasce con dita sottosviluppate. Whittaker incarna i cambiamenti di tono della serie, bilanciando momenti di frivolezza con rivelazioni strazianti. La sua interpretazione di una donna che passa dall’essere una madre preoccupata a un’attivista implacabile è semplicemente affascinante.
Aimee Lou Wood porta una vulnerabilità straziante a Tracey Taylor, il cui figlio nasce con organi interni malformati. Claudia Jessie, nota per i suoi ruoli energici, sorprende con un’interpretazione contenuta e potente nei panni di Maggie, una madre che lotta con la differenza degli arti di suo figlio mentre suo marito lavora nel sito di demolizione contaminato.
Sulla serie
“Toxic Town” è una serie corale che copre gli aspetti della tragedia: quattro donne che si difendono da un’ingiustizia e denunciano un crimine ambientale che ha influenzato le loro gravidanze.
Una serie che sa non cadere nel moralismo, nelle lezioni gratuite o nel dramma facile: “Toxic Town” affronta la tragedia da diverse prospettive e riesce a dare una visione globale del perché questi eventi sono accaduti e cosa è successo dopo.
Al di là di una serie che mira a denunciare il crimine, “Toxic Town” sa portarci ai personaggi ed entrare nella complessa trama dei protagonisti. Senza evitare la polemica o la denuncia, non cade nel dramma facile e ci mostra cosa è successo con realismo e, inoltre, raggiunge un equilibrio tra i personaggi e l’aspetto cinematografico.
Una serie ben diretta, con una sceneggiatura intelligente che, inoltre, richiama l’attenzione del pubblico sulla coscienza ambientale in modo intelligente e ben strutturato, sulla solida narrazione di personaggi ben elaborati e con dialoghi reali e allo stesso tempo efficaci.
Forse l’aspetto più notevole di “Toxic Town” è come riesce ad essere allo stesso tempo una mordace denuncia della negligenza aziendale e governativa e una celebrazione della capacità di ripresa della comunità. È un equilibrio delicato, ma che la serie mantiene per tutti i suoi quattro episodi.
Mentre affrontiamo le attuali crisi ambientali e i dibattiti sulla responsabilità delle aziende, “Toxic Town” non solo sembra tempestiva, ma necessaria.
Dove guardare “Toxic Town”