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Salvador: l’oscuro thriller di Aitor Gabilondo sull’estremismo arriva oggi sugli schermi

Luis Tosar è il protagonista di una disperata missione di infiltrazione per salvare la figlia da una cellula neonazista nel nuovo atteso dramma sociale diretto da Daniel Calparsoro.
Martha O'Hara

Debutta oggi Salvador, l’opera più ambiziosa e cruda di Aitor Gabilondo, che esplora i meccanismi della radicalizzazione giovanile attraverso un dramma familiare ad alta tensione. In un panorama televisivo spesso dominato da narrazioni edulcorate, questa serie si distingue per uno sguardo clinico sulla deriva sociale e il collasso dei legami familiari che definiscono le ansie urbane contemporanee. La storia segue Salvador Aguirre, un tecnico delle emergenze che, dopo aver scoperto il coinvolgimento della figlia in un gruppo estremista, decide di infiltrarsi nell’organizzazione per riportarla a casa, mettendo a rischio la propria vita e le proprie convinzioni morali.

Il racconto prende vita da un incidente brutale: uno scontro violento e pianificato tra i tifosi radicali di due squadre di calcio rivali a Madrid. In mezzo al caos, Salvador Aguirre, un autista di ambulanze che tenta di lasciarsi alle spalle un passato di alcolismo e fallimenti personali, soccorre una giovane ferita per poi scoprire, in un istante di puro terrore, che si tratta di Milena, la figlia da cui si è allontanato anni prima. La scoperta che la ragazza è un membro attivo delle “Anime Bianche”, una cellula neonazista che promuove odio razziale e violenza omofoba, spinge Salvador su un sentiero pericoloso. La serie utilizza questo gruppo fittizio come un potente specchio dei movimenti radicali odierni, analizzando come essi offrano un distorto senso di comunità a giovani che percepiscono un totale vuoto di futuro.

Salvador segna l’attesa collaborazione tra Aitor Gabilondo e Daniel Calparsoro, due dei nomi più prestigiosi dell’audiovisivo spagnolo. Gabilondo, già autore della pluripremiata serie Patria, consolida con la sua casa di produzione Alea Media uno stile narrativo che privilegia il realismo e la complessità sociale rispetto alle facili dicotomie morali. Insieme agli sceneggiatori Joan Barbero e Anna Casado, costruisce una trama dove i personaggi sono costantemente messi alla prova. La regia di Calparsoro, noto per il suo talento nei thriller d’azione e di tensione, conferisce alla serie un’energia visiva travolgente, capace di alternare la ferocia degli scontri di piazza alla sofferenza silenziosa di un padre che vede la propria figlia sprofondare nell’oscurità ideologica.

Al centro della scena brilla il talento di Luis Tosar, la cui interpretazione di Salvador Aguirre promette di restare impressa nella memoria del pubblico. Tosar non interpreta un eroe infallibile, ma un uomo profondamente segnato dalla vita che cerca una redenzione tardiva attraverso un atto di amore estremo. La sua performance restituisce lo sconcerto di una generazione di genitori che si scoprono improvvisamente estranei ai propri figli. Accanto a lui, Claudia Salas offre una prova di grande intensità nel ruolo di Julia, una figura centrale della cellula estremista, fuggendo da ogni stereotipo per mostrare le fragilità che si celano dietro l’odio. Il cast di alto livello, che include Leonor Watling e Patricia Vico, sottolinea l’importanza di un progetto che ambisce a essere un punto di riferimento per il thriller sociale europeo.

La serie affronta con coraggio il tema degli “ultras” del calcio come terreno fertile per il reclutamento dell’estrema destra. Attraverso il racconto di otto episodi, l’opera indaga il fallimento della trasmissione dei valori all’interno del nucleo familiare, suggerendo che la radicalizzazione sia spesso il sintomo di un malessere collettivo e di un abbandono sociale. La missione di Salvador diventa così un’indagine non solo criminale, ma psicologica, in cui l’uomo deve confrontarsi con la realtà di una violenza organizzata che la figlia chiama ora “casa”.

La cura tecnica di Salvador contribuisce a creare un’atmosfera di autenticità quasi documentaristica. La fotografia di Tommie Ferreras cattura la pressione costante e il ritmo frenetico del lavoro di soccorso, mentre le scene di lotta, coordinate dallo specialista Ricardo Rocca, evitano qualsiasi estetizzazione della violenza per mostrarne l’impatto devastante e tragico. Questo approccio visuale, unito a una scrittura solida, trasforma la serie in una riflessione profonda sui limiti morali e sulla fragilità delle nostre società quando l’odio trova spazio per prosperare nelle crepe di un futuro incerto.

L’attesissima serie Salvador è disponibile da oggi, 6 febbraio 2026.

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