La serie inizia in modo scioccante: un autobus cade da un ponte. Tutti i membri della squadra di calcio finiscono sott’acqua. Ed è qui che interviene il team di emergenza del Maguire, uno dei migliori ospedali della Florida.
“Pulse” è una serie di 10 episodi creata da Zoe Robyn, che non solo ha ideato il programma, ma ne è anche co-showrunner e produttrice esecutiva. Al suo fianco come co-showrunner e produttrice esecutiva c’è Carlton Cuse, un nome sinonimo di narrazione ad alto rischio e incentrata sui personaggi grazie al suo ruolo fondamentale nell’acclamata serie “Lost”. La collaborazione tra una voce creativa più nuova come quella di Robyn e l’esperienza di Cuse raggiunge un mix convincente di idee fresche ed esecuzione esperta, offrendo agli spettatori una visione unica del familiare panorama dei medical drama. Dati i precedenti di Cuse in una serie celebre per i suoi intricati misteri e le sue profonde esplorazioni dei personaggi, cresce l’aspettativa che «Pulse» possa offrire qualcosa di più dei tipici casi medici episodici, possibilmente intrecciando complesse narrative personali e sviluppi inaspettati della trama nell’ambiente ospedaliero.
La trama
Ambientata nel drammatico contesto di un uragano che si dirige verso Miami, «Pulse» promette una narrazione appassionante che intreccia le intense emergenze mediche di un centro traumatologico di livello 1 con le intricate e spesso tumultuose vite personali dei medici dedicati che vi lavorano. L’uragano è un elemento distintivo che distingue immediatamente «Pulse» da molti altri medical drama. Introduce una crisi esterna che amplifica l’ambiente già teso del pronto soccorso, creando un crogiolo dove sia le abilità professionali che le relazioni personali saranno messe alla prova fino al limite, come si intuisce dalle prime descrizioni della serie. L’enfasi ricorrente sulla tempesta imminente e la conseguente chiusura dell’ospedale viene presa come asse narrativo di una complessa e tesa trama di personaggi.
La trama centrale di «Pulse» ruota attorno alla Dott.ssa Danielle «Danny» Simms, una dedicata specializzanda del terzo anno nel trafficato Centro Medico Maguire di Miami, interpretata dalla talentuosa Willa Fitzgerald. In una svolta degli eventi che promette di ravvivare il dramma, Danny si vede inaspettatamente spinta nel ruolo di capo degli specializzandi dopo la sospensione del precedentemente stimato Dr. Xander Phillips, interpretato da Colin Woodell, a seguito di una segnalazione presentata da un collega. Questo improvviso cambio di leadership a causa di una sospensione introduce immediatamente un conflitto nella narrazione, sollevando domande sulle circostanze che circondano la destituzione di Xander e suggerendo possibili lotte di potere all’interno della gerarchia dell’ospedale. La descrizione di Xander come «amato» suggerisce inoltre che la sua sospensione potrebbe essere controversa o vista in modo diverso da vari membri del personale dell’ospedale.
Aggiungendo un altro strato di intrigo e complessità alla già tesa situazione, si rivela che Danny e Xander condividono una storia romantica segreta e illecita. Questa relazione nascosta inizia a svelarsi quando la coppia si trova costretta ad affrontare la crescente crisi medica provocata dall’uragano e dalla conseguente chiusura dell’ospedale. Il tropo della relazione proibita è un elemento familiare nei medical drama, che spesso serve ad aumentare le emozioni nell’ambiente professionale. Il fatto che la loro relazione venga alla luce nel mezzo di una crisi importante probabilmente amplificherà il dramma e creerà ancora più complicazioni sia per Danny che per Xander, così come per i loro colleghi. La descrizione del loro romance come «illecito» e la promessa che emergano «dettagli esplosivi» suggeriscono che questa relazione non è solo segreta, ma comporta anche significative implicazioni professionali o etiche che probabilmente saranno una fonte importante di conflitto durante tutta la serie.
Oltre all’intreccio romantico centrale, la trama di “Pulse” sottolinea il delicato equilibrio tra i casi medici ad alto rischio provocati dall’uragano imminente e le sfide personali e professionali che l’intero team di medici e personale del pronto soccorso deve affrontare. La serie esplorerà come le conseguenze della complicata relazione di Danny e Xander influenzino il luogo di lavoro e le vite degli altri professionisti medici del Centro Medico Maguire. L’uragano non serve solo come sfondo drammatico, ma anche come catalizzatore, intensificando sia le emergenze mediche che le crisi interpersonali all’interno dell’ospedale. Le vite personali di Danny e Xander non sono incidenti isolati, ma hanno un effetto domino sull’intera dinamica dell’ospedale, suggerendo la possibilità di convincenti trame secondarie e lo sviluppo di un ricco insieme di personaggi.

Il cast
«Pulse» vanta un cast di talento che promette di dare vita a questi complessi personaggi. In prima linea c’è Willa Fitzgerald nel ruolo della Dott.ssa Danielle “Danny” Simms. Le recenti apparizioni di Fitzgerald in serie popolari come «Reacher» e «La caduta della casa degli Usher» le hanno fatto guadagnare riconoscimento e probabilmente attireranno spettatori familiari con il suo lavoro precedente. La sua esperienza in questi vari ruoli suggerisce una versatilità che potrebbe essere cruciale per ritrarre le sfide emotive e professionali che Danny affronterà.
Accanto a Fitzgerald c’è Colin Woodell come il Dr. Xander Phillips. I ruoli precedenti di Woodell in serie con elementi thriller e d’azione, come «The Flight Attendant» e «The Continental: From the World of John Wick». La sua esperienza in «The Originals» indica anche che ha familiarità con narrative intricate e guidate dai personaggi.
Justina Machado, che interpreta Natalie Cruz, la formidabile presidente di Chirurgia e Medicina d’Emergenza, aggiunge più profondità al cast. Machado, nota per i suoi ruoli in «Queen of the South» e «One Day at a Time», porta serietà ed esperienza al cast. Probabilmente interpreterà una figura forte e autorevole all’interno dell’amministrazione dell’ospedale che giocherà un ruolo cruciale nella gestione della crisi in corso e delle ripercussioni della relazione tra Danny e Xander. I suoi ruoli precedenti spesso mostrano la sua capacità di interpretare sia la forza che la compassione, qualità che si adatterebbero bene al ruolo di presidente di chirurgia.
Il talentuoso cast secondario include:
- Jack Bannon («Pennyworth», «Endeavour») come Tom Cole, uno specializzando in chirurgia. L’esperienza di Bannon in drammi d’epoca potrebbe portare un elemento unico all’insieme, e il fatto che il suo personaggio sia uno specializzando in chirurgia suggerisce possibili storie che vanno oltre il caos immediato del pronto soccorso.
- Jessie T. Usher («The Boys», «Tales from the Hood 3») come Sam Elijah, uno specializzando in Medicina d’Emergenza del terzo anno e amico intimo di Danny. Il ruolo di Usher nella popolare serie di supereroi «The Boys» gli fornisce un significativo riconoscimento, e lo stretto legame del suo personaggio con Danny suggerisce che sarà una fonte chiave di supporto per lei nel mezzo della confusione.
- Daniela Nieves («Vampire Academy», «Snowfall») come Camila Pérez, una studentessa di medicina del terzo anno. L’esperienza di Nieves in serie drammatiche e per giovani adulti potrebbe attirare un gruppo demografico più giovane di spettatori.
- Chelsea Muirhead («Warrior», «Vampire Academy») come Sophie Chan, una tirocinante in chirurgia. L’esperienza di Muirhead in serie d’azione come Warrior potrebbe suggerire una personalità decisa e resistente per il suo personaggio.
- Jessy Yates (Law & Order: SVU) come Harper Simms, specializzanda del secondo anno in Medicina d’Emergenza e sorella minore di Danny. La dinamica tra sorelle di Harper e Danny aggiunge un altro strato di dramma personale e potenziale conflitto all’interno dell’ambiente ad alta pressione dell’ospedale.
- Néstor Carbonell (Lost, Bates Motel) come il Dr. Ruben Soriano. Le precedenti collaborazioni di Carbonell con Carlton Cuse in Lost e Bates Motel suggeriscono una forte relazione di lavoro e potrebbero indicare un ruolo significativo e potenzialmente complesso per lui in Pulse.
- Jessica Rothe («Happy Death Day», «Valley Girl») come Cass Himmelstein, un’infermiera di emergenza. L’esperienza di Rothe sia nel genere della commedia horror che in quello musicale indica una versatilità che potrebbe portare una dinamica interessante al suo ruolo di infermiera esperta nel caotico pronto soccorso.
I creatori della serie
Dietro l’intenso dramma e i personaggi accattivanti c’è un team creativo di talento. Zoe Robyn, la creatrice di Pulse, porta a questa nuova avventura la sua esperienza nella scrittura di drammi procedurali come Hawaii Five-0 e The Equalizer. La sua esperienza nella narrazione episodica e nel bilanciamento di molteplici archi narrativi dei personaggi è essenziale per il successo di un medical drama. Inoltre, il suo lavoro in serie di risoluzione di crimini suggerisce un’abilità speciale nel creare suspense e risolvere situazioni complesse, competenze che saranno senza dubbio preziose nell’ambiente ad alto rischio di un pronto soccorso.
Il co-sceneggiatore e produttore esecutivo Carlton Cuse porta la sua vasta esperienza a «Pulse». Il suo impressionante curriculum include serie iconiche come «Lost», «Colony», «Bates Motel», «Locke & Key» e «Jack Ryan di Tom Clancy». La partecipazione di Cuse porta una grande esperienza nella gestione di grandi cast, nell’elaborazione di trame intricate e nella creazione di suspense, tutti elementi cruciali per il potenziale successo di «Pulse». La sua esperienza nella televisione di genere, in particolare con «Lost» e «Bates Motel», potrebbe anche indicare una volontà di esplorare storie più oscure o meno convenzionali all’interno del quadro del medical drama. In particolare, il suo lavoro in «Lost» è celebre per l’uso di flashback e narrative intrecciate dei personaggi, una tecnica che sembra essere impiegata anche in «Pulse».
I primi due episodi di «Pulse» sono stati diretti da Kate Dennis, che funge anche da produttrice esecutiva della serie. Dennis ha precedentemente diretto episodi di drammi acclamati dalla critica come «Il racconto dell’ancella» e serie mediche come «New Amsterdam». La sua esperienza sia in drammi di alta qualità che nel genere medico suggerisce che è molto adatta a stabilire il tono e lo stile visivo di «Pulse», bilanciando efficacemente gli intensi scenari medici con l’intricato dramma interpersonale.
Un’altra “Grey’s Anatomy”?
Categorizzata come medical drama, «Pulse» è già stata paragonata alla popolare serie «Grey’s Anatomy». Questo paragone è un potente strumento di marketing, che sfrutta la base di fan consolidata e l’attrattiva di «Grey’s Anatomy» per attirare spettatori verso «Pulse». Tuttavia, i creatori hanno anche sottolineato che, sebbene riconoscano l’impatto di «Grey’s Anatomy» sul genere, «Pulse» mira a forgiare una propria identità.
Sebbene entrambi i programmi si svolgano nell’ambiente ad alta pressione di un ospedale e si concentrino sulle vite personali e professionali intrecciate dei medici, «Pulse» introduce fin dall’inizio l’elemento distintivo di un grande uragano e una relazione illecita centrale, che potrebbe differenziarlo dalle stagioni precedenti di «Grey’s Anatomy».
Alcune fonti hanno anche stabilito parallelismi con “Scandal”, la popolare serie di Shonda Rhimes. Non hanno tutti i torti: condivide elementi creativi e ritmici, sorprese costanti, evidenziando la sua attesa miscela di emergenze mediche ad alto rischio e relazioni intricate, spesso complicate, inclusa una relazione sul posto di lavoro con importanti dinamiche di potere in gioco.
L’esplorazione delle dinamiche di potere all’interno della relazione centrale allude anche alla possibilità che complessi dilemmi morali ed etici vengano esplorati durante la serie. I creatori hanno dichiarato esplicitamente la loro intenzione di approfondire la «zona moralmente grigia» della relazione centrale ed esaminare gli «scogli», così come i «momenti di gioia» di tale dinamica.
Inoltre, i creatori hanno sottolineato il loro desiderio di ritrarre i personaggi di «Pulse» come «persone reali» che affrontano problemi con cui ci si può identificare, piuttosto che «supereroi» medici idealizzati. Questo approccio suggerisce di concentrarsi sui difetti e le lotte personali dei personaggi, con l’obiettivo di offrire una rappresentazione più realistica e autentica delle pressioni e delle realtà che i professionisti medici affrontano in un ambiente ad alto rischio.
La nostra opinione
Molte aspettative per una serie che, alla fine, si accontenta di essere un’altra serie di medici: le loro vite, le loro passioni e la quotidianità in Pronto Soccorso. “Pulse” risulta, a tratti, una combinazione di elementi che abbiamo già visto in mille altri posti che, disposti tutti insieme, danno l’impressione di una serie che abbiamo già visto con personaggi che ci sembrano così familiari e con sorprese che smettono di essere sorprese perché la serie sembra troppo diretta, e finisce per risultare poco naturale.
“Pulse” cerca la sorpresa costante, la sfida e mantenere lo spettatore incollato alla sedia: senza arrivare ad essere un thriller medico, vuole comportarsi a livello ritmico e narrativo come tale senza ottenere con i suoi personaggi la forza necessaria allo scopo.
Insomma, una di quelle serie che vuole accontentare tutti e rimane, alla fine, qualcosa di così familiare che finisce per non accontentare quasi nessuno. Ha una struttura attraente, in forma di flashback costanti che, tuttavia, non riescono ad ottenere l’impatto che si è ottenuto.
Dove guardare “Pulse”