La Whitechapel Gallery dedica un’esposizione documentale alla pratica di Senga Nengudi, figura di rilievo dell’avanguardia statunitense la cui ricerca si colloca all’intersezione tra scultura, coreografia e performance. Attraverso una selezione di opere fotografiche, materiali d’archivio e documentazioni filmate di azioni storiche, la mostra offre un’analisi approfondita della metodologia progettuale di un’artista che ha ridefinito il rapporto tra corpo e materia.
Cresciuta artisticamente tra Chicago e Los Angeles, Nengudi è stata una protagonista delle scene d’avanguardia afroamericane degli anni Sessanta e Settanta, contesti definiti da una sperimentazione radicale e da una forte dimensione collettiva. La sua estetica attinge a un vasto repertorio di riferimenti culturali, che spaziano dalle tradizioni africane e asiatiche alla mitologia Yoruba, fino al teatro Noh giapponese e all’improvvisazione jazz. Tale sincretismo si traduce in una pratica che predilige l’uso di materiali poveri e oggetti trovati, come calze di nylon, sabbia, rocce e carta, assemblati in forme scultoree concepite per essere animate da interazioni umane o ambientali.
Il fulcro dell’esposizione esamina un decennio fondamentale nel percorso dell’artista, periodo in cui Nengudi ha consolidato il proprio linguaggio formale. Tra i nuclei tematici più significativi figura la serie R.S.V.P., la prima in cui il nylon è stato adottato come materiale d’elezione. Ispirata dalle trasformazioni fisiologiche post-gravidanza e dai costrutti sociali legati all’immagine della donna, l’artista ha utilizzato l’elasticità del tessuto come metafora di resilienza e subversione. Le opere, tese nello spazio espositivo e riempite di sabbia, venivano attivate attraverso il movimento, trasformando la scultura in un campo di indagine fisica e sensoriale.
Il percorso espositivo documenta inoltre altre tappe cruciali della sua produzione, come la serie Spirit Flags. Queste opere, originariamente installate in contesti urbani degradati, venivano modellate dall’azione di agenti atmosferici come vento e pioggia, evidenziando l’interesse di Nengudi per il mutamento della forma sotto l’influenza di forze esterne. Viene inoltre presentato il filmato della performance collaborativa Air Propo, in cui l’artista impiega tecniche di respirazione circolare per elevare il corpo stesso a strumento sonoro e performativo.
La rassegna sottolinea infine l’importanza dei circuiti indipendenti, come la galleria Just Above Midtown (JAM) di New York e il collettivo Studio Z di Los Angeles, nel fornire spazi di sperimentazione per artisti esterni al sistema istituzionale dell’epoca. Questa presentazione costituisce la prima monografica di Nengudi in una galleria pubblica londinese e, attraverso il dialogo con la ricerca di Veronica Ryan, ne evidenzia l’eredità e l’influenza duratura sulla scultura contemporanea.
Cronologia e informazioni sull’esposizione
La mostra analizza la produzione realizzata tra il 1972 e il 1982. Tra le opere principali figurano la serie Spirit Flags (iniziata nei primi anni Settanta), il ciclo R.S.V.P. (dal 1976) e le performance documentate Performance Piece (1977), Performance with Inside Outside (1978) e Air Propo (1982).
L’esposizione Senga Nengudi è aperta al pubblico presso la Whitechapel Gallery (Gallery 5) dal 1 aprile al 14 giugno 2026. L’ingresso alla galleria è gratuito, mentre l’accesso ad alcune mostre temporanee prevede un biglietto a pagamento. L’istituzione osserva i seguenti orari: dal martedì alla domenica, dalle 11:00 alle 18:00, con apertura prolungata il giovedì fino alle 21:00.





















